PRIMO GIORNO DI LAVORO A SIDNEY
Mi sveglio la mattina, colazione (in questo ostello è gratis) vado a lavoro in città, faccio il rappresentante quindi sono vestito bene, ho dovuto addirittura comprare la cravatta, nel negozio dove sono andato a comprarla (dai cinesi) mi sono fatto fare il nodo dalla cinese che me l’ha venduta… magnifico.
In pratica si arriva in ufficio, musica pompata, i capi spiegano le varie tecniche di vendita, tutti nella stessa stanza ad applaudire, robe tipo kirby quelle agenzie con la gerarchia di vendite.
Il fatto è che ognuno ha degli obbiettivi di vendita, dei goal da raggiungere e cose del genere.
La prima settimana ti fanno capire che puoi fare i soldi e quindi penso di riuscire a guadagnare qualcosa, ieri io ho fatto due vendite guadagnando 150 dollari in un giorno.
Penso di stare qui per una settimana e vedere che succede, il fatto è che ho tempo per cercare anche un nuovo lavoro.
La sera tornati dopo le vendite, il mio trainer mi ha pagato una birra poi mi ha mandato un sms con scritto che ho lavorato bene.
In ufficio al ritorno ho suonato il campanaccio, simbolo dell’inizializzazione, insomma queste robe ridicole.
Ma io mi diverto la faccia.
La mattina presentazioni, quelli che lavorano in ditta tutti in sto stanzone e il capo supremo a presentare i quattro o cinque nuovi adepti.
Quando ha chiamato me, fa – e poi abbiamo Fransisco… from? – e io ho risposto : – beh io vengo dalla patria dell amore, the country of love – li ho fatti scoppiare dal ridere!
Inoltre non credevo ma mi hanno fatto crescere il “proud of be italian” cioè tutti a rompermi il cazzo per i mondiali di calcio dicendo che siamo dei truffatori, uno mi ha chiesto la “diving licence” invece della “driving licence” riferendosi al tuffo di Fabio Grosso per il rigore contro l’Australia, eravamo tipo una decina in treno questo mi fa : – ah… voi italiani non meritavate, siete falsi, chi doveva vincere quella partita? L’Australia!! – e io – si si, ma infatti hai ragione, però quello che importa e’ che il 9 luglio quelli che ballavano nelle strade eravamo noi – zittendo tutti.
Insomma giornata movimentata, il mio inglese sta migliorando un bel po’.
L’ostello dove sono è pieno di francesi e scozzesi ma l’atmosfera è bellissima, torni da lavoro e tutti ti chiedono come è andata, sono amichevoli.
Ieri sera la biondona svedese che mi ha portato i biscotti il giorno del mio compleanno partiva, era l’ultima sera, e allora l’ho salutata… 


ahahhaah grande Freny!!!!!!!!!!continua cosi giovane