IL PANINO DI NICOLO’
L’aveva sognato da tempo quel panino.
Era passato svariate volte davanti a quella vetrina imbastita di prelibati sandwich da divorare con gli occhi; ma ogni volta, vuoi perché non avesse i soldi, vuoi perché il suo ego rifiutava i cibi grassi, aveva lasciato perdere,lasciando la decisione al giorno successivo.
Ma quel martedì, complice la fame dovuta a due giorni di astinenza dal cibo, era entrato nel negozio senza pensarci due volte.
L’interno era diverso; dall’esterno tutti i panini sembravano prelibati e salutari, ma dall’interno non sembravano così tanto appetibili e, a dir la verità dentro al negozio c’era puzza di marcio, di muffa, come se gli ingredienti dei panini fossero andati a male.
Ma ormai era dentro e non poteva andarsene senza consumare.
Quando il commesso gli chiese cosa desiderasse, Nicolò non era ancora pronto, aveva pensato all’odore di muffa e non aveva prestato attenzione agli svariati tipi di sandwich che aveva davanti.
Una cosa che odiava nella vita era scegliere con fretta e con la pressione addosso.
E gli occhi del commesso aspettavano la sua risposta. Altra gente dopo di lui era entrata, si sentiva sotto pressione, doveva scegliere.
“Cazzo!” penso’, diede una veloce occhiata alla vetrina e indicandolo disse: – Un millesfoglie, grazie -.
Prese il panino dalle mani del commesso, pagò una cifra che gli parve esagerata e uscì.
Controllò dall’esterno la vetrina, quel panino somigliava a tutto, ma non si avvicinava neanche lontanamente all’immagine che gli si presentava in vetrina.
Addentò l’estremità croccante del sandwich pagato caro, masticò… “sapore strano”… deglutì. – Ma che diamine!?!? -.
Aprì il panino.
Petto di pollo, ketchup, salsa somigliante al burro, insalata e… COCOMERO.
– Cristo NO! – disse affranto; era allergico al cocomero.
Guardò il panino, bestemmiò verso il cielo con cattiveria e lo lanciò con tutta la rabbia che aveva in corpo.


Leave a Comment