BRUNY ISLAND
Probabilmente è proprio su quella dannata collinetta sull’istmo dell’isola sud di Bruny Island che ho trovato il forziere del tesoro che da tempo aspettavo.
Il faro, minuscolo segno dell’uomo rispetto al maestoso oceano e all’infinita natura è il simbolo che forse cercavo, il giusto totem da venerare sull’ultima fetta di terra presente prima dell’immenso ghiaccio.
Davanti a me solo mare a separarmi dai freddi iceberg polari.
Io, solo; probabilmente nel punto più lontano dalla mia terra, dalla mia casa, con il potente vento gelido a ricordarmi che la natura è padrona del mondo e che l’uomo in confronto non è nulla.
Sono arrivato.
Il forziere presente ai piedi del faro possiede all’interno il mio cuore, spezzettato, spappolato, ma vivo, estremamente pulsante.
La natura intorno mozza il fiato, mille fotografie non possono esprimere il sentimento, tutto è troppo grande, maestoso, inspiegabile.
La natura intorno mozza il fiato, mille fotografie non possono esprimere il sentimento, tutto è troppo grande, maestoso, inspiegabile.
Il verde delle colline a strapiombo sul mare contrasta il blu profondo dell’oceano, ricco di vita.
Raccolgo il puzzle di tasselli rossi sanguinanti, è ora di risalire lentamente la costa, di ricomporre lentamente il puzzle e tornare a casa, con la consapevolezza di esserci riuscito, di averlo vissuto, di aver colto il giusto momento.
Semplicemente pieno di vita.
Raccolgo il puzzle di tasselli rossi sanguinanti, è ora di risalire lentamente la costa, di ricomporre lentamente il puzzle e tornare a casa, con la consapevolezza di esserci riuscito, di averlo vissuto, di aver colto il giusto momento.
Semplicemente pieno di vita.
Ieri bellissima giornata, la mattina ho noleggiato una macchina per due giorni, ieri sono andato da solo a Bruny Island, un isola un po’ più a sud di Hobart, oggi andrò con le due tedeschine a Wineglass Bay, dovrebbe essere una bella spiaggia.
Insomma ieri affitto la macchina, pago, controllo i graffi e tutto, mi danno le chiavi e come un coglione apro lo sportello sinistro della macchina (qui si guida a destra), mi guardano malissimo, il ragazzo che mi ha dato le chiavi mi fa: – Dovresti andare dall’altra parte… –
Quindi subito figura di merda.
Fortunatamente non c’è molto traffico e guidare dall’altra parte non è difficile, bisogna solo essere concentrati un pochettino di più, se si lascia spazio all’abitudine si rischia di finire contromano.
Faccio qualche chilometro e quando sento uno strano formicolio sull’avambraccio mi sento come Devin (il ragazzino pieno di leaches), un ragno mi stava camminando sul braccio.
Per un attimo penso: – E questo adesso che cazzo è… !? – poi lo caccio via e continuo a guidare tranquillo, non ho idea di dove sia finito nella macchina, ma per ora non è un problema.
La Tasmania è veramente bella, naturale, e Bruny Island è veramente interessante, colline a strapiombo sul mare, animali strani, veramente una figata.
Domenica torno a Sydney, cerco un lavoretto e penso di starci un po’, tipo fino a capodanno.
Domenica torno a Sydney, cerco un lavoretto e penso di starci un po’, tipo fino a capodanno.


Ti stai divertendo eh?Comunque sei un grande, io quando ero giovane come te non avrei mai avuto il coraggio di fare armi e bagagli e andare in Australia. GODITELA!Saluti da tuo cugino da Lisa e Jack. A proposito l’abbiamo portato sulla neve…Hai presente un omino Michein in miniatura?